














quasi verticali, a intervalli incontriamo campi coltivati a patate, grano e orzo e piccoli gruppi di case. Dalla costa dobbiamo oltrepassare la prima catena di monti,
La Cordillera Negra è chiamata così perché non si ricopre mai di neve: costituisce una barriera di fronte ai caldi venti alisei che soffiano dalla costa e impedisce che si sciolgano i ghiacciai della Cordillera Blanca. Raggiunta la sommitá della prima catena nel passo di Punta Callan a 4235 msm, assistiamo ad uno spettacolo che ci ripaga del difficile cammino. Di fronte a noi si snoda in tutta la sua maestosità
La città di Huaraz è caotica e priva di originalità, ma non dimentichiamoci che fu distrutta da un tremendo terremoto nel 1970, il che giustifica l’aspetto moderno e freddo dei suoi edifici.
In compenso il Callejon de Huaylas è una bellissima valle, solcata dal Rio Santa, dove le vette innevate fanno da corona ad un paesaggio agreste di rigogliosi campi coltivati, lagune dai colori irreali e paesini rurali.
La Cordillera Blanca fu dichiarata Parco Nazionale Huascaran nel 1975 e comprende un territorio di
Quest’area è infatti sottoposta a molte minacce e conflitti, primo fra tutti quello della estrazione mineraria. Tra i tanti risultati conseguiti, oltre alla regolamentazione nella gestione dei pascoli e ai vivai di piante native, è in corso un programma di reforestazione nelle zone più alte.
Anche questo ecosistema possiede una sua pianta emblematica, il queñal (Polylepsis), i cui boschi sono considerati i più alti del mondo, perché sopravvivono a quasi 5000 msm dopo millenni di adattamento al clima inclemente di queste altezze. Sono alberi dalla forma contorta e ratrappita, la cui corteccia color ocra si stacca dal tronco come un foglio di carta, servendo da alimento per il terreno circostante di cui lo stesso albero si nutre. Queste lamine della corteccia attutiscono le sferzate del vento e riparano il tronco dal freddo così come la sua forma, modellata dal vento, gli permette di resistere al gelido clima e i suoi rami sono un’ulteriore protezione per il tronco. Le foglie sono ricoperte da una specie di peluria contro il freddo e da un sottile strato di cera che impedisce l’evaporazione dell’acqua causata dal fortissimo sole andino. Questo albero è indispensabile per la sopravvivenza di numerose altre specie vegetali.
Purtroppo è molto utile anche all’uomo: la sua legna è stata usata da sempre come combustibile. Ma se un tempo, i contadini locali utilizzavano solo i tronchi già secchi o i rami più bassi, gli Spagnoli, con la costruzione delle grandi mine, iniziarono a farne un impiego massiccio come fonte energetica a bassissimo costo. Nel Parco Huascaran, che dal 1985 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità, è possibile ammirare questo albero davvero speciale oltre che esteticamente bello.