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Programma “Identità Yanesha: educazione, ambiente ed ecoturismo”

Da diversi anni, Peruresponsabile.it conosce, apprezza e riconosce come eccellente esmpio di impegno, dedizione e passione applicata al Turismo Responsabile come strumento di promozione sociale il lavoro di TERRA E POPOLI ONLUS un'Associazione Siciliana che, oltre ad essere impegnata in Africa, opera in Perù in stretto contatto con la popolazione Yanesha, accompagnandola su un percorso di crescita culturale, sociale ed umana.

In ragione della stima che nutriamo per i nostri amici e compagni siciliani, pubblichiamo con fini di promozione e diffusione le linee guida dell'Associazione Terra e popoli anche sulle nostre pagine!

Premessa

Terra e Popoli Onlus, sin dalla sua fondazione, è impegnata nella realizzazione di progetti di cooperazione che contribuiscano alla risoluzione del complesso problema della perdita di identità culturale che affligge il popolo yanesha, una etnia indigena del Perù che vive nelle aree amazzoniche delle regioni di Pasco, Huanuco e Junin.  Il primo intervento realizzato in tal senso è stato il progetto “Ecoturismo con gli yanesha”, iniziativa di cooperazione che, favorendo l’avvio e lo sviluppo di attività di ecoturismo sul territorio, ha avuto l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale di cinque comunità yanesha. L’analisi dei risultati ottenuti dal progetto ed il recepimento di nuove iniziative, provenienti sia dalla popolazione locale che dai soci di Terra e Popoli Onlus, hanno portato, da un lato, alla decisione di continuare a rafforzare e sviluppare l’ecoturismo presso le comunità e, dall’altro, a quella di avviare contemporaneamente alcune delle nuove iniziative proposte.

Da tali considerazioni nasce il programma “Identità Yanesha: educazione, ambiente ed ecoturismo”, che può essere definito come un insieme di interventi organici e coerenti nei settori dell’educazione, della conservazione ambientale, dell’ecoturismo e del rafforzamento istituzionale, da realizzarsi con l’obiettivo comune di contribuire alla risoluzione del problema della perdita di identità culturale del popolo indigeno yanesha.  

Descrizione del problema

Gli Yanesha, appartenenti al gruppo linguistico degli arawak, sono un popolo indigeno di circa 7.500 persone che attualmente vive suddiviso in 42 comunità native localizzate principalmente nella provincia di Oxapampa (regione Pasco, Perù). A partire dal XVI secolo, questo popolo è stato costretto ad adeguarsi ad una società e ad un sistema produttivo, culturale ed educativo in netto contrasto con la propria identità culturale. Il risultato di questo processo, che sembra essersi intensificato negli ultimi decenni, è stata la graduale scomparsa o profonda alterazione dei principali elementi caratteristici della cultura indigena.  

Lacosmo visione, cioèla concezione dello spazio e del tempo rappresenta uno degli aspetti più importanti della cultura ed è rappresentata da una serie di miti che costituiscono il corpo centrale della religione. Poiché la stragrande maggioranza della popolazione si è convertita al cristianesimo, la conoscenza di tali miti risulta custodita quasi esclusivamente dagli anziani e la pratica della religione tradizionale appare in netto declino.

Lalingua yanesha rappresenta il più importante elemento nella definizione dell’identità culturale ma allo stesso tempo risulta essere quello più debole ed a rischio estinzione. La lingua viene infatti parlata correntemente solo nelle poche comunità rimaste isolate dalle cittadine coloniali. Nelle altre comunità si parla diffusamente lo spagnolo (castigliano) e  la lingua originaria è conosciuta solamente dai pochi anziani rimasti in vita. Bisogna però sottolineare il fatto che l’insegnamento della lingua yanesha è da tempo stato inserito all’interno dei programmi scolastici delle scuole primarie ed in quasi tutte le comunità operano professori bilingue che stanno faticosamente cercando di trasmettere ai bambini le conoscenze base sulla lingua tradizionale.

La “cushma”, una lunga tunica di cotone, è l’abito tipico del popolo yanesha e anticamente rappresentava la dimensione corporea di ciascun essere ovvero l’involucro che contiene l’anima. Allo stato attuale anche l’utilizzo della “cushma” risulta in netto declino e viene per lo più indossata solo in caso di particolari eventi e ricorrenze.

Ilterritorio, altro elemento dell’identità di qualsiasi popolo, è andato in massima parte perduto e quello attuale è stato ridefinito e consolidato dall’entrata  in vigore della legge sulle comunità native (1974) che ha garantito il riconoscimento legale delle comunità e l’attribuzione  di un territorio a ciascuna di esse.  Nonostante ciò bisogna sottolineare che gli yanesha continuano a percepire come proprio anche quel territorio da cui sono stati scacciati nel corso della colonizzazione e soprattutto quelle aree che racchiudono i luoghi più importanti della mitologia e della tradizione.

La musica, le danze ed i canti tradizionaliavevano un carattere principalmente sacro poiché venivano concepiti come uno strumento di adorazione e comunicazione attraverso il quale si chiedeva alle divinità il mantenimento della pace e dell’armonia, il buon andamento delle attività produttive ed il dono della vita eterna. Tali elementi della cultura hanno oramai perso buona parte dell’antico significato e funzione, risultando sempre meno conosciute e praticate nelle comunità.

La FECONAYA (Federazione delle Comunità Native Yanesha), costituitasi nel 1968 come organizzazione rappresentativa di tutte le comunità, si è convertita in uno degli elementi caratteristici dell’identità culturale. La consapevolezza di appartenere all’organizzazione etnica, vincolo rinnovato periodicamente attraverso la partecipazione dei capi e dei delegati delle comunità all’annuale congresso della federazione, consente a molte persone, che vivono in comunità isolate e separate tra di loro, di identificarsi come yanesha. La federazione si trova però in una situazione di forte perdita di rappresentatività causata dalla carenza di risorse economiche e da una conseguente scarsa efficacia di politiche ed interventi in favore delle comunità base.

Si può affermare che il principio della conservazione della natura rappresentava uno degli elementi tipici dell’identità culturale. Gli yanesha, sino all’epoca della colonizzazione, avevano infatti vissuto in perfetto equilibrio con l’ambiente che li circondava.  Lo sfruttamento delle risorse naturali che la foresta metteva loro a disposizione avveniva secondo una logica di sussistenza e nel rispetto del principio della conservazione ambientale. Il graduale processo di integrazione delle comunità, ha portato all’introduzione della moneta ed alla necessità di avere a disposizione un certo reddito per l’acquisto di alcuni beni e per il pagamento di servizi indispensabili quali l’istruzione, l’assistenza medica ed i trasporti. Tale dipendenza ha compromesso il delicato equilibrio esistente tra gli yanesha e la natura ed ha portato alla nascita di attività economiche non sostenibili che stanno causando notevoli danni all’ecosistema amazzonico (allevamento di vacche, vendita di alberi, agricoltura migratoria). Questa situazione si traduce, da un lato, nel fatto che la foresta viene sempre più concepita come una fonte di reddito e non come un elemento religioso e mistico da “utilizzare” nel rispetto del principio della sostenibilità e, dall’altro, nella graduale perdita del patrimonio di conoscenze e tecniche che nel corso di diversi millenni avevano  garantito la conservazione dell’equilibrio ambientale.

Dalla precedente descrizione si evince che i principali elementi della cultura yanesha quali la cosmo visione, la pratica della lingua, delle musiche e delle danze, l’uso degli abiti tradizionali, l’identificazione con il territorio, la rappresentatività della FECONAYA e la conservazione dell’ambiente, risultano fortemente debilitati ed il popolo yanesha, in mancanza di valide iniziative che affrontino il problema, sembra essere destinato all’ estinzione culturale.

Obiettivi e programma generale delle attività

L’obiettivo generale del programma “Identità Yanesha: educazione, ambiente ed ecoturismo” è quello di contribuire alla valorizzazione, al recupero ed alla diffusione sul territorio degli elementi caratteristici dell’identità culturale del popolo indigeno yanesha attraverso la realizzazione di una serie di interventi organici ed integrati nei settori dell’educazione, della conservazione ambientale, dell’ ecoturismo e del rafforzamento istituzionale.

Il programma, che si avvierà a partire dal 2011, non prevederà dei limiti temporali ben definiti ed il piano dettagliato di ciascun intervento, con l’indicazione delle comunità yanesha partecipanti, verrà stabilito annualmente sulla base della valutazione dei risultati ottenuti e delle risorse finanziarie ed umane a disposizione di Terra e Popoli Onlus.

Gli interventi, realizzati dalle comunità yanesha con il supporto economico e tecnico di Terra e Popoli Onlus e la partecipazione della Federazione delle Comunità Native Yanesha (FECONAYA), sono i seguenti:

  1. Educazione primaria e trasmissione della cultura
  2. Conservazione della foresta ed educazione ambientale
  3. Turismo interculturale con il popolo yanesha
  4. Rafforzamento istituzionale della FECONAYA

 

Educazione primaria e trasmissione della cultura

Il presente intervento si propone l’obiettivo di favorire il processo di recupero e trasmissione intergenerazionale della cultura yanesha e di contribuire al miglioramento qualitativo del sistema educativo primario valorizzando il patrimonio di conoscenze e saperi custodito dagli anziani e supportando le istanze provenienti dai maestri bilingue e dalle comunità.

L’intervento si avvierà con la costituzione di un piccolo gruppo di anziani e la successiva definizione, con la collaborazione dei maestri bilingue, di un programma culturale da realizzare presso le scuole primarie. Il programma avrà l’obiettivo di trasmettere ai bambini alcuni elementi della cultura quali la lingua tradizionale, la mitologia, i canti, le danze, etc.  L’insegnamento ai bambini verrà principalmente effettuato dagli anziani che terranno delle “lezioni culturali” durante le quali i maestri bilingue svolgeranno il ruolo di facilitatori ed intermediatori.

Il lavoro di trasmissione culturale verrà inoltre supportato dall’elaborazione, pubblicazione e diffusione di specifico materiale didattico da utilizzare nel corso delle lezioni (racconti, prodotti audiovisivi, testi ed interpretazione dei canti, etc.) e dalla fornitura alle scuole di strumenti musicali ed abiti tradizionali (“cushma”). L’insegnamento culturale non sarà indirizzato esclusivamente ai bambini, verranno infatti organizzati incontri serali e notturni durante i quali gli anziani riproporranno all’intera comunità le attività realizzate durante il giorno presso le scuole primarie.

Il progetto non si limiterà ad agire solamente sul piano culturale ma supporterà le scuole primarie raccogliendo le istanze formulate dai maestri bilingue e dalle assemblee comunitarie e provvedendo alla realizzazione degli interventi necessari al miglioramento delle strutture ed alla fornitura dei materiali didattici e dei supporti informatici necessari. In questo modo si contribuirà direttamente al miglioramento del livello qualitativo del sistema educativo primario e si otterrà una maggiore efficacia ed accettazione delle iniziative di trasmissione culturale realizzate presso le scuole.

Conservazione della foresta ed educazione ambientale

Il presente intervento si propone l’obiettivo di contribuire alla protezione degli alberi secolari presenti all’interno del territorio di alcune comunità yanesha e di favorire il recupero e la diffusione dei principi di conservazione ambientale presso la popolazione locale.

Il progetto nasce dalla volontà di affrontare il problema dell’abbattimento degli alberi secolari presenti nelle comunità più isolate e distanti dalle cittadine coloniali, luoghi in cui si trovano ancora aree di foresta primaria o secondaria che conservano una o più specie tra quelle attualmente richieste dal mercato del legname: la caoba, il cedro, il tornillo, l’ulcumano, il noce, etc.

Gli alberi secolari rappresentano spesso l’unica fonte di reddito per le famiglie che, per far fronte alle necessità economiche straordinarie o ordinarie (alluvioni, siccità, educazione, salute, trasporti, etc.), si trovano costrette a svendere le risorse forestali più pregiate.  

I tagliatori di legname, spesso persone estranee alla comunità, rivestono un ruolo centrale nel processo di estrazione degli alberi e, oltre ad occuparsi del taglio e delle prime lavorazioni in loco dei tronchi abbattuti,  stabiliscono il prezzo da pagare sulla base di una valutazione approssimativa della volumetria e qualità del legname ( un albero di 2 metri di diametro e 40 di altezza viene venduto tra i 15 ed i 30 euro).

La salvaguardia e la protezione degli alberi secolari riveste un alto valore ambientale: tali esemplari supportano infatti svariati ambienti colonizzati da insetti, mammiferi,  uccelli, anfibi, rettili, funghi, licheni ed altri vegetali, rappresentando pertanto non solo una fonte di alimentazione per la popolazione ma anche una roccaforte di biodiversità all'interno di zone sempre più minacciate dalla deforestazione. La loro presenza, inoltre, rallenta lo scorrere dell'acqua piovana,proteggendo il suolo, estremamente sottile e vulnerabile nelle foreste tropicali, evitando fenomeni di impoverimento, erosione e smottamento del terreno. Gli alberi secolari, infine, essendo gli unici in grado di produrre i semi, hanno anche l’importantissima funzione di assicurare la continuità della specie e permettere la riforestazione di quelle aree da cui sono oramai scomparsi.

Si può senza dubbio affermare che la foresta rappresenti uno degli aspetti più importanti dal punto di vista dell’identità culturale, un ambiente che gli yanesha conoscono da diversi millenni ed al quale sono riusciti ad adattarsi sviluppando un patrimonio di saperi e conoscenze che rischia di perdersi per sempre. La foresta riveste anche un altissimo valore spirituale, gli yanesha ritengono che sia popolata da numerose entità benigne e malefiche capaci di influenzare qualsiasi aspetto delle attività produttive e biologiche. La foresta racchiude infine una molteplicità di piante ed alberi medicinali che vengono utilizzati a fini curativi, garantendo la pratica della medicina tradizionale e l’importante funzione sociale e culturale rivestita dagli anziani guaritori.

Il progetto prevede pertanto di contribuire alla conservazione diretta di alcune aree di foresta primaria o secondaria attraverso l’erogazione di incentivi economici annuali alle famiglie proprietarie degli alberi secolari che, per un periodo complessivo di quattro anni, si impegneranno a non venderli ai tagliatori di legname. In questo modo si cercherà di coprire il legittimo bisogno economico della famiglia senza però che la collettività e l'ambiente perdano il valore dell'albero. Il sussidio economico verrà erogato per ogni singolo albero protetto e dopo un processo di identificazione e valutazione dell’esemplare che prevederà la catalogazione dell’albero (nome locale, foto, diametro, coordinate GPS) e la successiva etichettatura. Lo stato di reale conservazione di ciascun albero protetto verrà verificato annualmente e, qualora l’esemplare risultasse essere stato abbattuto, il proprietario perderà i futuri benefici economici previsti per gli anni successivi.

Il meccanismo di compensazione economica non prevede di beneficiare solo la famiglia proprietaria ma di destinare una parte del sussidio anche all’intera comunità. Mentre la quota destinata alla famiglia potrà essere liberamente utilizzata dalla stessa, quella a beneficio della comunità dovrà essere destinata a tre differenti attività: la prima sarà quella di ricerca di altri alberi secolari da inserire nel progetto, la seconda sarà quella di creare piccoli vivai forestali per il rimboschimento con specie arboree a rischio estinzione e la terza sarà quella di svolgere delle attività di sensibilizzazione ed educazione ambientale.

Le attività di sensibilizzazione ambientale, da realizzarsi anche con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, non saranno svolte da personale estraneo alla comunità ma da alcuni abitanti della stessa, al termine di una fase in cui, con il supporto di Terra e Popoli Onlus e della FECONAYA, si pianificheranno le modalità comunicative più idonee al contesto locale.

Il progetto è stato già avviato in via sperimentale presso la comunità di Nueva Esperanza, dove si è già provveduto alla catalogazione ed etichettatura dei primi 28 alberi secolari e sono stati elaborati e firmati, con la comunità ed i proprietari, specifici accordi per l’erogazione dei contributi economici e l’avvio delle attività di ricerca, sensibilizzazione e rimboschimento.

Per il finanziamento del progetto si punterà ad offrire a privati, aziende, enti pubblici ed ai turisti italiani che visiteranno la comunità, la possibilità di adottare uno o più alberi secolari e di donare annualmente al proprietario ed alla comunità il corrispettivo economico necessario alla conservazione dell’esemplare per un periodo di quattro anni.

Turismo interculturale con il popolo yanesha

Il presente intervento rappresenta la naturale continuazione del progetto “Ecoturismo con gli Yanesha”, iniziativa di cooperazione realizzata tra il 2008 e il 2010 da Terra e Popoli Onlus, cinque comunità indigene e la Federazione delle Comunità Native Yanesha ( FECONAYA). 

Il progetto si propone l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione, recupero e diffusione della cultura yanesha supportando i comitati di ecoturismo delle comunità di Mayme, Ñagazu, Nueva Esperanza, Santa Isabel e Siete de Junio, nel miglioramento dell’organizzazione, realizzazione e gestione di spedizioni di turismo interculturale che offrano esperienze soddisfacenti e incontri di qualità  sia per i visitatori che per le comunità ospitanti.

Le spedizioni di turismo interculturale, della cui promozione ed organizzazione in Italia si occuperà Terra e Popoli Onlus, sono delle esperienze di convivenza, relazione ed intercultura a cui partecipano gruppi di viaggiatori italiani che, nel corso dei mesi estivi, visitano le cinque comunità partecipanti, realizzando un itinerario prestabilito e permanendo in ciascuna di esse per periodi variabili tra i due ed i tre giorni. La realizzazione delle spedizioni riveste anche l’importante funzione di formare sperimentalmente i comitati attraverso la gestione dei visitatori in loco, permettere una valutazione dei servizi turistici offerti, contribuire al finanziamento del  progetto e generare piccoli introiti economici per le comunità e le famiglie partecipanti. 

La relazione tra ecoturismo e valorizzazione culturale può essere intesa solo se si considera l’elevato valore simbolico e morale che le comunità partecipanti attribuiscono alla presenza dei visitatori italiani. Gli yanesha vivono infatti all’interno di un sistema che li considera come un popolo arretrato, legato ad una cultura spesso vista come un ostacolo al miglioramento delle condizioni di vita ed alla piena integrazione nella società nazionale. L’arrivo nelle comunità di visitatori che affrontano un lungo e faticoso viaggio, esclusivamente per conoscere gli yanesha, si traduce nel messaggio che la cultura locale non rappresenta un limite allo sviluppo bensì una risorsa da valorizzare, tutelare e trasmettere alle nuove generazioni.

Tale messaggio non rimane limitato solo alle comunità che partecipano direttamente al progetto ma, grazie all’azione divulgativa della FECONAYA , si diffonde all’intera popolazione.

Le attività che verranno realizzate annualmente presso le comunità saranno finalizzate al progressivo miglioramento dell’organizzazione e della qualità dei servizi che i “comitati di ecoturismo” - gruppi organizzati di famiglie che si occupano della gestione locale delle visite turistiche - sono attualmente in grado di offrire ai visitatori stranieri.

In primo luogo si procederà alla graduale conversione dei “comitati di ecoturismo” in “associazioni di ecoturismo e cultura” legalmente riconosciute che avranno come finalità principale quella di gestire, sviluppare e promuovere le attività di ecoturismo e di recuperare, valorizzare e diffondere la cultura yanesha. Tale processo richiederà l’elaborazione di specifici statuti, la definizione dei soci e delle cariche direttive, l’espletamento delle procedure di iscrizione presso i pubblici registri ed il contemporaneo avvio di attività formative sulla amministrazione delle associazioni stesse.  Durante il processo di costituzione delle nuove associazioni si cercherà di incentivare l’ingresso e la partecipazione degli anziani, affidando loro il compito di organizzare le attività e gli eventi culturali da presentare durante le visite turistiche, rafforzando tali associazioni, non solo nella gestione dei gruppi di visitatori, ma anche e soprattutto nella diffusione e valorizzazione della cultura yanesha. A seconda delle richieste formulate dalle singole comunità, le nuove associazioni potranno prevedere di operare, oltre che nei settori dell’ecoturismo e della cultura, anche in altri ambiti quali l’agricoltura, le attività forestali, la piscicoltura, etc.

Le attività del progetto proseguiranno attraverso la realizzazione di diversi incontri di interscambio che si realizzeranno con l’obiettivo di migliorare la qualità generale dei servizi turistici offerti (alimentazione, guida, attività culturali, attività di interscambio con i visitatori, etc.). Particolare importanza verrà riservata alle riunioni di preparazione degli eventi culturali durante le quali gli anziani insegneranno le danze, i canti, i miti ed altre manifestazioni culturali che verranno successivamente presentate ai visitatori. Sulla base della disponibilità economica sarà anche possibile la fornitura degli abiti tipici e degli strumenti musicali necessari alla realizzazione delle attività culturali. Le associazioni saranno quindi supportate nella valutazione dello stato di conservazione dei dormitori turistici e dei percorsi presenti in ciascuna comunità e le stesse provvederanno successivamente alla realizzazione dei lavori necessari alla loro manutenzione e miglioramento. Contemporaneamente si procederà alla ricerca ed identificazione di nuove risorse turistiche all’interno delle comunità ed alla realizzazione degli opportuni lavori necessari a garantirne l’accesso e la fruizione da parte dei visitatori. Le attività progettuali si concluderanno con la ridefinizione ed inserimento in uno specifico programma di visita di tutte le attività che saranno offerte durante la permanenza dei visitatori, ulteriore strumento per migliorare l’organizzazione delle esperienze di turismo interculturale.

Nel corso delle varie annualità, sulla base del numero di visitatori che Terra e Popoli Onlus riuscirà a portare presso le comunità, si procederà all’inserimento di nuovi settori o comunità all’interno del progetto, applicando ed adattando alle differenti condizioni locali l’insieme delle attività precedentemente illustrate.

Rafforzamento istituzionale della FECONAYA

Il presente intervento si propone l’obiettivo di contribuire al rafforzamento istituzionale della FECONAYA - Federazione delle Comunità Native Yanesha - attraverso la realizzazione di una serie di attività di supporto economico, tecnico ed amministrativo, finalizzate al miglioramento della rappresentatività e dell’efficacia della federazione presso le comunità base e le istituzioni locali, regionali e nazionali.

La FECONAYA può essere considerata come uno degli elementi principali attraverso cui gli yanesha si identificano come una “nazione autonoma” che, attraverso un processo democratico, a cui partecipano i capi ed i delegati delle comunità, elegge i propri rappresentanti e affida loro il compito di difendere e tutelare gli interessi delle singole comunità e del popolo yanesha in generale. La federazione risulta in particolare impegnata nel richiedere alle istituzioni statali il riconoscimento di tutta una serie di diritti che, seppur garantiti dalla costituzione e dalla legislazione nazionale, appaiono ancora molto lontani dalla realtà delle comunità. Le principali richieste riguardano il miglioramento del sistema educativo e sanitario, la tutela della cultura e della lingua tradizionale, il riconoscimento del diritto territoriale e di quello alla “consultazione previa”, il miglioramento delle vie di comunicazione, etc. Altra importante funzione della federazione è quella di consentire alle comunità, spesso molto isolate dai centri rurali e urbani, di veicolare le proprie istanze e problematiche locali alle istituzioni competenti  e di proporre iniziative per la loro concreta risoluzione.

Nonostante la federazione sia riuscita nel corso degli anni ad ottenere buoni risultati ed a risolvere alcuni importanti problemi di carattere generale e particolare, bisogna sottolineare che l’efficacia delle iniziative realizzate presso le comunità base e le istituzioni risultano fortemente indebolite dalla carenza di risorse economiche e di un adeguato supporto sul piano tecnico e amministrativo. I dirigenti della federazione, che svolgono il proprio lavoro a titolo gratuito, sono spesso impossibilitati a sostenere le elevate spese di trasporto necessarie alla visita delle comunità base ed al recepimento delle istanze locali, con la conseguenza che gli abitanti delle stesse non vengono informati sulle attività svolte e spesso percepiscono la federazione come una istituzione lontana dalla realtà e dei problemi locali. La perdita di rappresentatività della federazione si traduce nella scarsa partecipazione degli yanesha all’annuale congresso ed alle riunioni convocate e nella recente fuoriuscita dalla FECONAYA di alcune comunità base. Quest’ultimo fenomeno risulta di particolare gravità ed i segnali provenienti dal territorio indicano che altre comunità potrebbero abbandonare la federazione, favorendo la nascita di altre federazioni yanesha “concorrenti” che fomenterebbero il divisionismo e gli interessi particolari delle singole comunità a discapito di quelli generali del popolo yanesha.

La scarsa efficacia della FECONAYA non è riconducibile solo a fattori economici ma anche alla carenza delle competenze tecniche ed amministrative necessarie sia alla gestione della federazione e delle relazioni con gli enti pubblici che alla elaborazione di concreti progetti di sviluppo a beneficio delle comunità. La consapevolezza di questo grosso limite ha recentemente portato la federazione ad affidare ad un gruppo di giovani professionisti yanesha il compito di costituire legalmente una associazione, denominata “ATSNE YANESHA”, che si sta incaricando proprio di supportare tecnicamente ed amministrativamente la federazione e di convertire le istanze provenienti dalle comunità yanesha in progetti di cooperazione da realizzare sul territorio. Da sottolineare il fatto che il responsabile del presente programma per Terra e Popoli Onlus è stato invitato dalla federazione ad aderire ed a collaborare attivamente con tale associazione.

Il presente intervento si propone pertanto di supportare economicamente la federazione attraverso la parziale copertura delle spese sostenute per la realizzazione delle visite presso le comunità base, la partecipazione alle riunioni con le istituzioni pubbliche e la realizzazione dell’annuale congresso ordinario della federazione. Contemporaneamente si provvederà a collaborare nel processo di avvio e consolidamento dell’associazione “ATSNE YANESHA”, mettendo a disposizione la professionalità e le competenze tecniche ed informatiche del responsabile del programma di Terra e Popoli Onlus,  e provvedendo anche al finanziamento di parte delle spese di gestione dell’associazione. Le attività che verranno realizzate nell’ambito dell’associazione riguarderanno il supporto tecnico ed amministrativo alla FECONAYA, l’elaborazione di nuovi progetti di cooperazione da realizzare presso le comunità, la pubblicazione e diffusione locale dei comunicati riguardanti le attività svolte dalla federazione e la creazione e gestione di un apposito sito internet a disposizione della stessa.

per maggiori informazioni contattare lorecriscione@hotmail.com

 
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