TAILOR MADE TOUR OPERATOR & D.M.C.
Perù Responsabile - Home
Memorizza dati
E-mail:
Chiudi
  • Piccola Guida Responsabile
    L'Amazzonia...e la bio diversità
    Gli Anfibi stanno scomparendo in tutto il mondo L’Amazzonia peruviana è uno degli hotspot di biodiversità più importanti al Mondo, sia per le foreste nebbiose d’altitudine sia per la lussureggiante foresta tropicale in pianura....
  • Piccola Guida Responsabile
    MACHU PICCHU...Il Santuario Inca
    Uno dei maggiori misteri dell'America Precolombiana...e dell'archeologia Mondiale. Uno scrigno di cultura e di storia annidato sulla cima della Cordillera Peruviana
  • Piccola Guida Responsabile
    La Cordillera, e la Laguna Paron
    Dopo 4 ore di Cammino, nella zona di Caraz, compare una pietra turchese sulla quale si rispecchia il trionfo e l'orgoglio del Perù: uno degli scorci di bellezza più abbagliante della Cordillera Blanca...
  • Piccola Guida Responsabile...
    L'Amazzonia...e la bio diversità
    Nell'Amazzonia Peruviana vive il Pitone Verde, di colore prevalentemente rosso o giallo da piccolo, si trasforma in un intenso verde o azzurro da adulto ...cambia di colori brillanti durante la sua vita...è come la Selva....
  • Piccola Guida Responsabile
    Il Lago Titicaca, e l'Isla SUASI
    ...sul lago Titicaca, a 3.810 mt sul livello del Mare, una roccia indifferente al tempo ospita una delle prime esperienze di Turismo Comunitario sostenibile d'America...e non è il solo esempio, quello di Suasi....il Perù ne è pieno.....
  • Piccola Guida Responsabile
    La Cordillera...e le sue lagune
    La regione di Ancash offre gli scorci forse più spettacolari del Perù. Fra questi la Quebrada de Llanganuco, all'interno del Parco Nazionale Huascaran, ospita le Lagune Oconcocha e Chinancocha , che nascono dallo scioglimento dei ghiacciai Huascaran Huandoy, Pisco e Chopicalqui Yanapaccha.
  • Piccola Guida Responsabile
    El Rio Amazonas...
  • Piccola Guida Responsabile
    Un racconto lungo 10 anni...
    "...Con questo spirito abbiamo deciso di pubblicare il nostro contributo per il vostro viaggio, e cioè con lo spirito di rendervi partecipi delle emozioni che il Perù ha saputo trasmetterci...sperando di invogliarvi a viaggiare nel paese piú bello del mondo!..."
  • Piccola Guida Responsabile
    Il corridoio Puno Cusco
    "...Non è facile descrivere la sensazione di pulizia e limpidezza che si prova nel guardare in faccia le nuvole! L’aria è dura e gelida, il sole è vicino e ed accende i colori. L’erba è un verde tappeto volante, e il blu del cielo assomiglia a quello delle immersioni in mare aperto..."
  • Piccola Guida Responsabile
    Il Rio delle Amazzoni
    La differenza, di questo nuovo e diverso Perù, la si sente subito addosso non solo per il caldo, per il sole e l’aria morbida che si muove lenta sulla pelle…la differenza vera passa attraverso gli occhi della gente, belli, fissi e grandi che guardano ovunque e te, con dentro l’ospitalità del popolo Amazzonico..."
  • Piccola Guida Responsabile
    Lares Trekking
    "…stavamo già cedendo al richiamo di un singolare morfeo andino quando siamo stati raggiunti, e drammaticamente svegliati, da 4/5 fra bambini e bambine che hanno cominciato improvvisamente, ed in maniera assolutamente disinvolta e gioiosa, a scherzare con tutti noi..."
  • Piccola Guida Responsabile
    Il Colca Canyon
    " ...i paesaggi sono impressionanti: ci sono decine di migliaia di terrazze che scendono e salgono dalla montagna per oltre 70 Km, le loro forme sono ricavate dalla curve naturali del terreno ed il loro colore è una mescolanza di tutte le tonalità di verde che si possono immaginare..."
  • Piccola Guida Responsabile
    Il trekking degli Incas
  • Piccola Guida Responsabile
    Le spiagge di Mancora
    "...A Mancora, la natura si impossessa del tuo tempo, delle tue giornate e dei tuoi ritmi biologici già dal primo giorno in cui arrivi. L'unica nota stonata, alla quale fai fatica ad abituarti è l'incessante rumore del mare che accarezza la sabbia ed i suoi scogli, anche di notte, e non ti lascia dormire..."
  • Piccola Guida Responsabile
    "...il Surf sulle dune dorate di Huacachina è' divertente ma un po’ pericoloso, qualcuno ci ha lasciato le penne e poi, alla fine, ti ritrovi la sabbia nei posti più impensati, dove non sapevi neanche di avere spazi da riempire..:"
  • Piccola Guida Responsabile
    Il volo dei condores
    "...Il mirador della Cruz del Condor è a davvero a strapiombo sul canyon e se vuoi, ma sarebbe meglio dire “se ce la fai”, puoi stare seduto sul bordo roccioso con le gambe a penzoloni con 1.500 mt di aria sotto i pedi mentre cerchi di scattare foto ai benedetti condores...."
''Viaggiare non significa solamente uscire dai propri confini, ma entrare con rispetto in quelli altrui''
 
Piccola GUIDA RESPONSABILE
 
  GUIDA RESPONSABILE
2° Giorno - VEINTE DE JENERO - YARINA
2° Giorno - VEINTE DE JENERO - YARINA

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Per fare domande sui contenuti della "piccola guida responsabile" o per parlare con i soci della nostra organizzazione lascia il tuo messaggio sul nostro forum

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Sei ore di navigazione


Lo shock culturale sarà già passato, la seconda mattina, quando qualcuno, sicuramente, vi sveglierà ad un’ora alla quale, di solito, nell’occidente opulento si alzano solo i panettieri! In sostanza, dal secondo giorno in poi inizia una serie di levatacce che vi vedranno in piedi ad un’ora variabile fra le 5 e le sei del mattino, a volte, in relazione alle esigenze dell’itinerario, anche prima….auguri!
Forse, è proprio la prima mattina che ci si sveglia nel rifugio del consorzio Rumbo Al Dorado, che si inizia a capire dove ci si trova. Ci si sente davvero lontano, da tutti e da tutto…perché tutti e tutto sono davvero lontani da questo posto. Alzarsi presto, in Amazzonia, in realtà, nasconde doni preziosi. Sono i suoni della foresta, che si sveglia. Si ascolta il “cambio della guardia”, ovvero si diventa spettatori di quel breve momento in cui la fauna della notte, sorpresa dai primi ma già caldi raggi del sole tropicale, si ritira dagli occhi e dalle orecchie del mondo, per scomparire chissa dove, in mezzo all’oceano verde smeraldo della selva. Allora, i primi timidi vagiti della mattina amazzonica si diffondono. Cominciano le ranocchie, seguite dal picchio e poi dalle scimmie, ben nascoste e timide. Poi, lenta, attacca la sinfonia degli uccelli e allora si alza del tutto il sipario sul quadro più bello e luminoso che la natura è riuscita a dipingere…la riserva di Pacaya-Samiria.
E via, si fa colazione, yucca fritta, bananine a rotelle, succo di aguache e, ma anche thè, nescafè, e, se ci si organizza un po’, magari si riesce pure a mangiare un pochino di latte fette biscottate e marmellata…se proprio non ce la fate a stare senza!!! Tutto questo è possibile grazie alle meravigliose signore del villaggio di Veinte che quando è ancora notte entrano silenziose nel piccolo rifugio e iniziano ad allestire la vostra prima colazione amazzonica. Sono due donne meravigliose e forti, piene di antica sapienza e bontà, che sarà tutta vostra per i giorni in cui sarete i loro figlioletti…
Dopo colazione si inizia la prima vera sfacchinata, si sale in barca e si va, fra tronchi e insidie nascoste dal Rio, molto spesso troppo basso per consentire un passaggio tranquillo, in mezzo alla foresta amazzonica, alla volta della comunità di Yarina, rumbo al dorado. Qui, inizia il lento e sapiente lavoro delle guide del consorzio. Una piccola parentesi. Dovete sapere che le donne e gli uomini che oggi si impegnano nell’aiuto e nell’assistenza per i viaggiatori all’interno della selva, sono comunque prima di tutto cacciatori, pescatori, raccoglitori e raccoglitrici. Alcuni, subito dopo l’avvento della riserva, e cioè nei periodi immediatamente seguenti l’istituzione dei divieti di caccia e di pesca indiscriminata su tutta la zona del Pacaya Samiria, hanno continuato, loro malgrado e per pura necessità di sopravvivenza, a cacciare e pescare. Per vivere.
Il governo Perùviano, infatti, al momento della istituzione della riserva, ha pensato bene solamente di recintare e di porre divieti, senza però programmare, pianificare e, soprattutto, senza dare a chi della foresta ha sempre vissuto, una alternativa, una guida, una speranza di poter far altro rispetto a ciò che tutti, sino a quel momento, avevano invece sempre fatto e, cioè….cacciare e pescare. In fin dei conti, tesori miei, i master plan turistici e i piani di conservazione non si mangiano…i pesci e gli animali, si! E hanno fatto bene i miei amici a “ribellarsi” per sopravvivere…E qui si inserisce la missione di Green Life e Pro Naturalezza…informare e sensibilizzare gli abitanti della riserva verso il tema della sostenibilità, ambientale, lottare per inculcare anche in chi per vivere faceva il bracconiere l’idea che il valore del sapere ancestrale, l’importanza del conoscere i luoghi reconditi della foresta, la capacità di interpretazione della selva, di sentirla e viverla, di anticiparla, di prevederla nelle sue mosse o di difendersi da essa, di non farsela nemica e di riuscire soprattutto a sopravvivere in essa era la risorsa più grande alla quale aggrapparsi. Questo è il grande lavoro cui ogni giorno si sottopongono i miei amici delle ONG, lottano per coinvolgere fino in fondo gli abitanti nella programmazione e nello sviluppo delle tecniche di sviluppo eco compatibile e di sfruttamento sostenibile delle risorse di uno degli ultimi scrigni naturali del pianeta. E allora i bracconieri si sono trasformati in guide per scovare gli animali più misteriosi e timidi, come le lontre del rio, e mostrarli a chi le lontre le ha sempre e soltanto viste in video, i raccoglitori di palmitos scalano agilmente quegli alberi che prima invece venivano abbattuti solo per raccoglierne un germoglio, dando dimostrazione di forza, agilità e rispetto. Questo fanno “quelli che si occupano di turismo responsabile”…aiutano donne e uomini ad aiutarsi, ed ad aiutare questo mondo massacrato e stuprato. E questo lavoro, un giorno, sarà riconosciuto per quello che merita, perché salvare le aree verdi significa salvare anche quelle che verdi non sono, significa preservare almeno i polmoni di un organismo che deve continuare a respirare, nonostante tutti noi stiamo, da molto tempo, ostinatamente tentando di soffocarlo.
Scusate il pippone, ma ne valeva la pena. Dicevamo, del lavoro delle guide! E sì, perché sapete, nonostante ci si trovi nel bel mezzo della foresta in cui tutti almeno una volta al mondo vorrebbero entrare, in realtà, la boidiversità è talmente grande che se non ci fossero i prodi e fieri accompagnatori di Yarina, Veinte e Yacu Taita, i viaggiatori si ridurrebbero ad ammirare una bella massa di alberi, mangrovie e uccelli tutti diversi ed esotici, ma uguali nell’essere, appunto, sconosciuti!!! Invece, le guide spiegano pazientemente, con l’aiuto di testi e scientifici e divulgativi, le varie specie di fauna e flora che si incontrano. Raccontano perché quell’uccello che si vede sfrecciare davanti alla pruna della lancia canta di giorno piuttosto che di notte. O perché il martin pescatore sembra accompagnare l’imbarcazione volando da un ramo all’altro, perché la taricaya si adagia sulla punta dei tronchi emersi. Pensate che una volta, camminando fra milioni di rami e zanzare, dissi lamentandomi simpaticamente e rivolgendomi alla mia guida, il colosso Meraldo, “MERAAAA……C’ho sete!!!!” e lui, serafico, con quel cavolo di macete che tagliava pure le pietre, ha tagliato un ramo, una liana di tartan o qualche cosa di simile…e mi ha detto “Tieni, bevi…”…ovviamente la mia faccia ha assunto la forma di un punto interrogativo e quando Meraldo se n’è accorto mi ha fatto vedere come si faceva…mi ha messo il piccolo tronco reciso vicino alle labbra e poi lo ha inclinato come quando si involgila l’acqua di una bottiglia quasi vuota ad uscire e….miracolo! dal rìtronco è uscita acqua, limpida e fresca, pura e buonissima!!! Ho bevuto da un tronco. E sfido chiunque a dire il contrario! Questo significa gironzolare per la foresta con chi la foresta la conosce per averci vissuto lavorato e sofferto….ANDATECI CON UN ACCOMPAGNATORE DEL LODGE...magari vi da un sorso di doctor pepper o di pespi…ma l’acqua dell’”una de gato”, quelli li, non sanno nemmeno che esiste o che colore ha….!!! Però conoscono bene il colore dei dollaroni che vi levano dalle saccocce.
Il secondo giorno della selva e il primo di vera incursione trascorre così, navigando e ammirando. In realtà, questo è “il viaggio”…si tratta di navigare, diverse ore al giorno, per osservare in silenzio, sperando di individuare quante più specie di animali e piante possibili. Non ci sono spiagge bianche dove sdraiarsi a prendere il sole, in amazzonia. Quelle, dovete cercarle da altre parti, vicino alla doctor pepper o alla coca cola, un po’ più in la.
3° giorno - Yarina - German Caño – Dormire nella foresta protetti solamente da una maglia antizanzare.
Questa è una giornata bella tosta! di primo mattino, stile sonnambuli, si affronta una partenza in barca per la cosiddetta Zona di “protezione strettaQuesta è una parte della foresta completamente disabitata e selvaggia…gli unici che infatti riescono a sopravvivere per diverso periodo da soli, in questa zona, sono gli operatori del consorzio e i guardia parco…ed infatti si dorme proprio presso un accampamento accanto ai guardia parco…German Cano. Tutta l’area circostante, e’ molto ricca di animali e anche se non facilmente si possono avvistare la lontra gigante, gli ara, ossia i pappagalli colorati di giallo, rosso azzurro e nero, i delfini grigi e, infine, alcune scimmie. Viste le difficoltà logistiche della giornata, il pranzo si affronta al sacco, in barca, navigando o fermi in qualche piccola insenatura del rio.
Magari durante una sosta presso la piccola conca di Llachyhuay, dove e possibile fare un bagno fra i delfini e milioni di pesci che mordicchiano le chiappe di chi è tanto pazzoide da tuffarsi nell’acqua sempre più scura. Non bisogna mai dimenticare che ci troviamo nel bel mezzo di un bosco vergine inondabile. Quest’anno, mi sono tuffato proprio in questo punto e, insieme alla mia amica Sara, ho iniziato a nuotare verso il centro del rio…improvvisamente hanno cominciato a morderci le gambe, la schiena e il sederino migliaia di minuscole bocche voraci…Oddio! Non è che abbiamo avuto paura (!) perché i ragazzi del consorzio ci guardavano e ridevano divertiti…però abbiamo deciso di uscire ugualmente, io e Sara, perché fra l’altro se i morsi non facevano male erano però fonte di notevole solletico!!! Ad ogni modo, usciti, ci hanno spiegato che trattatasi di “sardinas” minuscoli pascetti che mordono le chiappette del turista per Hobbie, così, per vedere l’effetto che fa! I pirana, invece, si avvicinano solamente se c’è motivo, sangue e roba varia. Quindi, se non si hanno addosso ferite o altro (leggasi…quel periodo delle donne!!!) non si corrono rischi….certo, mettersi a pescare nello stesso posto dove si è appena fatto il bagno e tirare su dei bei piranoni….fa un certo effetto….ma la sicurezza è garantita. Tutto è sicuro con quelli del Consorzio. La foresta è casa loro.
Quando si arriva all’accampamento di German Caño ci si trova di fronte ad un “tambo”, che in lingua significa sostanzialmente “posto di riposo” (il tambo nella storia Inca era anche il punto in cui le staffette inca si davano il cambio nelle lunghe marce che erano costrete a fare fra gli altipiani e le distese Perùviane…) Qui, il nostro tambo, è una casa a su palafitte con tetto e protetta da maglia mosquitero, all’interno del quale si montano delle belle tende (!) che per una notte saranno la nostra accogliente cameretta nella foresta amazzonica….. Il “tambo” è dotato di una “gradevole” latrina, ma non credo che nessuno si aspetti qualche cosa di diverso nel bel mezzo della foresta, a quattro giorni di distanza dalla prima città, che si trova a sua volta a due ore di volo o una settimana di navigazione dalla civilt! Qui, poi, anche per motivi di protezione non è possibile piantare nemmeno un palo, e, men che meno, costruire un rifugio come quelli che ospitano i visitatori nei giorni precedenti e seguenti. Quindi, forza e coraggio, che il tutto è pure bello e affascinante!!!
Il Consorzio fornisce tutto, tende, materassini e attrezzature daq campo per la cena…se si vuole, in realtà, si può portare con sè solo un sacco lenzuolo. La cena, come già vi ho detto prima, è frutto della abilità della esperienza delle cuoche e degli accompagnatori che riescono a cuocere pesce, uova, carne e preparare frutta in condizioni in cui noi non riusciremmo nemmeno a trovare il posto o il modo per accendere un fuoco.

4° Giorno - German Caño – Cocha el Dorado – Il paradiso esiste!!!
Ancora una volta colazione notturna, che i più coraggiosi possono fare a suon di uova e pesce fritto (le cose più semplici e convenienti da fare a German Cano) e poi partenza rumbo alla Laguna del Dorado. Durante questo tragitto, ancora in barca per molte ore, si capisce davvero che significa “cambio morfologico” o diversità ambientale…si passa infatti gradualmente ma meravigliosamente da selva a pantanal, ovvero da una zona in cui gli alberi sono alti, fitti e impenetrabili sulle sponde del rio, le cosiddette orillas, ad una zona dove invece regnano distese verdi d’acqua calma e ricca di ninfee, attraversata da lenti alligatori diffidenti che tagliano le acque squarciandole con il lungo muso e lasciandosi dietro dei placidi coni di ondine inquietanti... si arriva poi alla spettacolare cocha Mauca, una laguna meravigliosa da attraversare, in silenzio, con soltanto il ronzio del motore 25 cavalli a fare da sfondo e da colonna sonora ad incontri sorprendenti con una varietá di specie di uccelli (Mycteria americana, Phalacrocorax brasilianus, Egreta alba, Egreta thula) tale da non poter essere immaginata!
Si arrivo a El Dorado verso l’ora di pranzo, se tutto va bene, e prima di adentare qualche cosa ci si incontra con gli Yacu Tayta (in quechua: padri dell’acqua), ovvero il gruppo arganizzato di pescatori che si dedicano alla gestione delle risorse della Laguna El Dorado e che, ovviamente, sono soci dei Consorzio che ci porta sino a qui. A El Dorado non c’è nessuna comunità, solo un posto di vigilanza, con il suo immancabile guardia parco, e il refugio del Consorzio, ultimo avamposto prima del verde assoluto. A El Dorado, in realtà, ci si trova di fronte ad una prova….ci si sente o prigionieri o assolutamente liberi…prigionieri perché non ci si può muovere, non s può andare da nessuna parte, per un paio di giorni, e ci si deve affidare alla esperienza degli Yacu Taita anche per fare uan semplice passeggiata…estremamente liberi perché in questo luogo regna la natura, assolta e incontrastata e si possono trascorrere anche ore ad ammirare i giochi dei delfini nella laguna o le affilate passeggiate degli alligatori in mezzo alla cocha. Ma il pezzo forte della laguna è il tramonto. Dio mio. Non esiste in natura un colore come quello che ho visto a El Dorado. Il cielo, prima che il sole scompaia dietro dietro al tappeto verde che si estende a perdita d’occhio verso l’infinito, diventa rosa, poi arancione, poi viola e infine di tutti questi colori insieme…e quando anche l’ultimo lembo del disco sfugge agli occhi, allora si accende un fuoco lento e caldo che colora di un rosso morbido tutto l’universo, e gli alberi, e la pelle del viso, e le mani, l’acqua, gli alberi e l’aria. In quel momento, tutto è più calmo, e soffice. Poi, dopo, ci si risveglia dal sogno e ci si ritrova, comunque, dentro un piccolo e sereno paradiso in terra…almeno per qualche altro giorno!

5° giorno - El Dorado – alla scoperta della laguna
Il giorno prima della partenza, genericamente, viene dedicata ad una escursione per la Laguna e per i suoi canali, e c’è anche la possibilità di spostarsi in canoa per apprezzare al meglio il suono della selva. Ci si può anche dedicare alla pesca, di piccoli pirañas o di altri pesci…Noi, per la verità siamo stati fortunatissimi, ed abbiamo avuto il privilegio di osservare la pesca dell’Arauana, un bellissimo pesce maschio che tiene nella sua bocca tutti i piccoli pascetti, prima di liberarli nelle acque dorate della laguna. Il pesce è molto pregiato, e la sua cattura avviane con molta cura. Come con molta cura avviene la pesca del Paiche, che dietro autorizzazione della direzione della riserva può anch’essa essere osservata. Quest’ultimo, è il pesce di acqua dolce più grande del mondo, dai meravigliosi colori della perla e dalle striature rosse sotto la pancia; arriva a pesare oltre 150 chilogrammi ed ha una forza immensa, primordiale, priva di freni. Solamente l’esperienza e la maestria degli Yacu Taita è in grado di afferrarlo e domarlo. Ma loro sono i padri dell’acqua e solo a loro, questo, è permesso. Si può arrivare sino a fare una piccola escursione al caño Llanchama, ovvero il canale di ingresso alla cocha. Durante questo tragitto, c’è la possibilità di approdare su delle piccole spiaggette dove gli uomini del consorzio, con molta accortezza e attenzione, possono mostrare il luogo dove le tartarughe d’acqua depongono le uova. Se è periodo, poi, si può partecipare alle attività di raccolta e preservazione delle uova, ovvero alla salvaguardia della specie della Taricaya, oramai comunque non più in pericolo grazie all’operato di questa gente amorevole e meravigliosa. Si tratta di scavare letteralmente nella sabbia, per trovare i nidi, raccogliere delicatamente le uova, con l’aiuto delle guide e, facendo attenzione a non maneggiarle in maniera errata, numerarle, contarle e poi trasportarle sino ad un luogo dove verranno ripiantate e messe al riparo da predatori e cacciatori di frodo. Ognuno, se vuole, potrà avere la sua picola nidiata di tartarughine, ed il nido porterà il nome di chi ha piantato le uova…commovente no? La cena e la notte si passano in rifugio…senza che ovviamente manchino incontri “particolari”. Ad esempio, quest’anno, menre Elena, la nostra accompagnatrice, andava di sera verso il rio per ritirare alcuni panni stesi ad asciugare, ha trovato due meravigliosi capibara che mangiucchiavano le piante tutto intorno al rifugio!!! Incontrarli da vicino e poterli ammirare in tutta la loro imbarazzante goffaggine e rotondità è stato divertentissimo ed emozionante! Un po’ meno è stato dover togliere un bel ragnone nero e giallo grosso come un pugno di Myke Tyson dalla maglia protettiva della finestra…Ma niente paura!!! La maglia è, appunto, protettiva!!!
Nei giorni seguenti, poi, si inizia il viaggio di ritorno verso il punto di partenza, ovvero il villaggio di Nauta, dal quale poi si tornerà ad Iquitos, per concedersi almeno un giorno di riposoc’è sempre bisogno ed è sempre utile uscire dalla riserva almeno uno o due giorni prima dell’inizio del viaggio di ritorno da Iquitos verso Lima. Infatti, può accadere che la strada da Nauta ad iquitos sia impraticabile, o che i voli da Iquitos a Lima siano cancellati…e perdere il volo intercontinentale di ritorno verso il nostro mondo potrebbe anche essere gradevole…ma dovrebbe comunque essere frutto di una scelta! Non di un imprevisto, non credete!
Tornando ad Iquitos, potrete rilassarvi in qualche hotel, visitare il Malecon e i suoi localini o ancora girovagare ai bordi della selva alla ricerca di qualche vecchia curandera che vi offrirà qualche pianta medicinale per tutti, o quasi, gli acciacchi e i malanni (io no ho trovati di buonissimi come l’aceite de boa nigro o l’aceite de copaiba per le infiammazioni, le contusioni o i dolori articolari! Effetti incredibili!). Io, da parte mia, vi consiglio di allontanarvi dalla confusione di plaza de armas e sedervi in qualche minuscola chevicheria a gustare piatti regionali, bere Cristal Tropicalizada gelata e guardare da lontano il sole che cade dentro il mare verde, crecando di immortalare con gli occhi tutta la meraviglia che potete.
Detto questo, forse, ho detto tutto…o quasi. Quello che non posso dire e raccontare, invece, sono gli enormi cambiamenti che vi porterete dietro dopo essere stati accolti dalla selva. La selva vi cambierà…magari non ve ne accorgerete subito, ma vi cambierà. C’è addirittura chi non riesce più a farne a meno e rimane rapito nella rete di smeraldo, scegliendo di vivere come ognuno dovrebbe…libero ed in pace!

2° Giorno - VEINTE DE JENERO -  YARINA  - Foto 1
2° Giorno - VEINTE DE JENERO -  YARINA  - Foto 2
2° Giorno - VEINTE DE JENERO -  YARINA  - Foto 3
2° Giorno - VEINTE DE JENERO -  YARINA  - Foto 4
2° Giorno - VEINTE DE JENERO -  YARINA  - Foto 5