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Piccola Guida Responsabile del Perù

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PARACAS - ICA: alla scoperta di Huacachina

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I primi paesaggi desertici della costa peruviana – il sandsurf 

Altitudine – 0 mt slm - Percorrenza – 80 Km – 2½ o due ore circa con i mezzi pubblici.

Si parte di mattina per ICA (se venite con me vi porto al “Catador”, vicino ad Ica (Km 269 panamericana Sur) a bere il Pisco appena fatto, a vedere come si fa, e poi comperiamo la marmellata di banane e di fragole fatte in casa, oddio che buona… aspettate che vado a prenderla di la in cucina….mhhhhhhh!!! (rumore di passi famelici verso la mia bella cucina…) Ok, auesso aniamo auanti, cacchio….le briciole sul computer….nooo!!!) con il solito bus della Ormeno che parte presto presto per poi ripartire ogni 2 ore circa. Ica dista da Pisco circa 80 Km e ci si impiega più di un ora. A Ica è giusto visitare il Museo regionale, circa 2 euro più il costo della guida parlante spagnolo. Qui si impara a conoscere quelle che sono le culture della costa peruviana - PARACAS, ICA, NAZCA… Infatti, belli miei, in questa zona alcune città prendono il nome delle culture che le hanno abitate; qui si ammirano alcune ricostruzioni di villaggi in miniatura e molte ed interessantissime mummie. Insomma, come dicevo prima, si comincia ad assaporare l'atmosfera peruviana come tutti la immaginano. Il museo è piccolo ma è il più importante della regione. C’è pure una piccola ricostruzione in scala delle linee di Nazca che si incontreranno nei giorni seguenti. Interessantissima da fare in zona è la visita all’azienda vinicola del TACAMA, (mi sa che mi state scoprendo, he!?!?!) un ottimo vino rosso, bianco e rosè, - che si può pure assaggiare, yhum!!! - prodotto in una azienda del tipo fazendas. La prima volta che l’ho visitata, all’arrivo, ovviamente non annunciato da buon viaggiatore fai da te, ci hanno accolto dei gentili uomini armati di mitra dietro un portone (tipo fortino cow boy circondato dagli indiani!!!). La visita, non ho capito bene il perché, è gratuita, e ovviamente io non ho insistito per pagare; si paga solo il tassì per arrivare perchè l’ambaradam si trova un pochino fuori. Noi abbiamo pagato circa 45 soles, ovvero 12 euro in due, ma noi abbiamo pagato troppissimoo perchè il tassista era simpatico e poi ci ha fatto pure un po’ da guida….e chi se ne frega! Per arrivare si attraversano delle vere e proprie favelas che, tuttavia, hanno il loro fascino. La sera si può mangiare un po' fuori Ica ad un ristorante molto bello che si chiama Il Ficus o qualcosa di simile, lo conoscono tutti. E’ molto caratteristico e divertente. HOTEL a IcaA Ica si può scegliere una soluzione scomoda ma molto suggestiva. In sostanza si tratta di dormire in uno “sgarruppatissimo” Hostal (il SAN ISIDRO) in mezzo al deserto vicino ad una oasi che si chiama HUACACHINA. L’oasi è frequentata da hippies fuori tempo e fuori moda che, tutte le sere, fanno un mercatino per i turisti attorno al laghetto dell'oasi, sulle rive della quale ci sono anche localini molto tranquilli e rilassanti dove si può passare una piacevole serata alla luce dorata e soffusa delle candele che bruciano sui tavoli, dentro a vecchie bottiglie di birra ricoperte da secoli di cera. E' un posto fuori dal mondo ed ha l'aria molto decadente. L'impressione che ho avuto io arrivandoci è stata quella dell'avamposto turistico un tempo rigoglioso e poi abbandonato, con delle bellissime strutture alberghiere lasciate andare in rovina (magari gli incas navigavano nell’oro, mai Peruvianos moderni no di certo!!!) e poi parzialmente recuperate. Il SAN ISIDRO è veramente estremo nelle sue condizioni: le stanze sono essenzialissime ma pulite (a volte) ed hanno il loro fascino! Ci sono ampi spazi con giardinetti e una zona comune per la colazione. Costa 2 dollari (ce la fate si? non sarà troppo?) a notte ed è frequentatissimo da giovani di tutto il mondo. Accanto al SAN ISIDRO c'e' il MOSSONE, elegante, internazionale e sfigato, con un ristorante sul laghetto, riscaldato con camere accoglienti che costano una botta tipo circa 50 USD per notte. I due alberghi sono l'uno di fronte all'altro, ed è curioso vedere che le clientele dei due alberghi convivono allo stesso tempo così vicine ma così diverse; infatti, se si sceglie di passare la serata nella piccola oasi, si finisce per incontrarsi tutti quanti a bere vino o birra a lume di candela o sotto le luci fioche dei lampioni sulle panchine di pietra attorno alla laguna. Questa è un’altra delle mille contraddizioni del Perù, che mi piace chiamare un paese dalla bellezza interrotta o, se si vuole, imperfetta. Alcuni amici mi hanno detto di essersi trovati bene alla MAISON SUISSE, sempre sulla lagunetta, ma io non ci sono stato nemmeno a vedere come possa essere. La mattina, se ci si alza di buona ora, circa le 7.00, si può fare una faticosissima passeggiata sulle dune del deserto alte fino a 100 mt, e buttarsi giù con dei SURF da sabbia affittati per pochi dollari direttamente negli hotel o nei bar di Huacachina. E' divertente ma un po’ pericoloso, qualcuno ci ha lasciato le penne e poi, alla fine, ti ritrovi la sabbia nei posti più impensati, dove non sapevi neanche di avere spazi da riempire! Fatto tutto ciò, se non vi siete rotti uno degli arti necessari alla corretta mobilità, si può affittare una dune baggy e correre come dei forsennati sulle altissime dune del deserto. Se anche così non vi siete procurati ferite significative, si riparte per le famose (prometto di non essere troppo cattivo) linee di Nazca.

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