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Archeologia Chachapoyas

Aggiornamento: 27 nov 2022


Il termine Chachapoyas è il nome di una regione geografica, una cittá e un gruppo etnico che dominò una zona amplia del Nord del Perù, da Bagua fino a Pataz, nel dipartimento La Libertad, comprendendo le zone tra il Rio Marañon e la catena centrale delle Ande settentrionali, con altezze comprese tra i 900 e i 4500 msm.


Ancora oggi questo territorio è caratterizzato da montagne umide, densi boschi nebbiosi (bosque de neblina), fiumi impetuosi e paludi. Nel 1535 gli Spagnoli arrivarono al territorio dei Chachapoyas, in una regione tra i 2000 e i 3000 metri di altitudine coperta quasi permanentemente da nuvole. A partire dal secolo IX questa zona compresa tra il Rio Huallaga e il Marañon era abitata da una cultura molto particolare che fu invasa dagli Inca nel secolo XV e incorporata all’impero del Sole durante la dinastia di Inca Tupac Yupanqui


... La nazione dei Chachapoyas (uomini della nebbia) era costituita da diversi gruppi etnici simili tra loro, che si stabilirono in un’area compresa tra il Marañon nei pressi di Bagua e verso Sud fino alla conca dell’Abiseo. Si ipotizza che i Chachapoyas discendano da immigrati della cordillera andina , i quali modificarono la loro antica cultura adattando elementi della cultura amazzonica.

Erano organizzati in province controllate da un capo e indipendenti tra loro: si trattava di piccoli regni in prossimità del Rio Utcubamba; parlavano la stessa lingua, avevano le stesse usanze e metodi di coltivo, ma raramente si riunivano per celebrazioni religiose o per difendersi da un attacco nemico. Secondo le cronache di Pedro Cieza de Leòn i Chachapoyas erano i più bianchi e aggraziati abitanti del Perù. Portavano indumenti di lana e usavano un copricapo chiamato “llauto” come simbolo di appartenenza alla loro etnia. Vivevano di agricoltura e praticavano lo scambio di alimenti e servizi all’interno di una rete di lavoro. Nonostante la loro natura autonoma e ribelle, nel 1470 furono conquistati dagli Inca e incorporati all’impero del Sole. I Chachas, il gruppo centrale dei Chachapoyas nella Valle del Utcubamba, resistettero a lungo, ma dopo interminabili battaglie e 60 anni di occupazione furono annessi all’impero Inca. Il panorama culturale fu alterato con l’introduzione di una nuova religione, una nuova lingua e nuovi insediamenti umani, la coltivazione in altura, un nuovo stile architettonico e il culto del Sole. La zona centrale dello sviluppo della cultura Chachapoyas fu la conca dell’Utcubamba, dove incontriamo il maggior numero di monumenti, tra cui Olan, Yalape, Purunllacta, Gran Vilaya e altri. La costruzione sicuramente più imponente è la fortezza di Kuelap, con i suoi 600m di lunghezza e mura che raggiungono i 20 m di altezza. Le costruzioni adibite a case e a monumento sono circolari. I Chachapoyas svilupparono un linguaggio simbolico comune con motivi geometrici a forma di triangolo, rombo, serpentine e decorazioni quadrate, che incontriamo nei fregi di pietra delle case. Questi simboli avevano un valore etnico e sociale, dimostrando la forte identità locale mantenuta durante il periodo Inca. Anche l’architettura funeraria caratterizza questa cultura e comprende due tipi di sepoltura: il sarcofago e il mausoleo. Il primo è una evoluzione del fardo funerario presente in altre zone della cordillera e della costa nel periodo Tiahuanaco-Huari. I defunti venivano trasportati in luoghi nascosti e difficilmente accessibili come testimoniano i sarcofagi di Karajia. Si tratta di sarcofagi di fango cotto al sole di 2 m di altezza, con visi piatti e larghi, decorati con motivi geometrici e collocati sulla cima di un faraglione di roccia calcarea. Il complesso funerario di Revash è una tomba collettiva, costituita da grotte scavate in una parete rocciosa. Sono costruzioni rettangolari di uno o due piani, decorati con figure dipinte o incise, che rappresentano felini, camelidi, persone e motivi geometrici.


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