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Il Perù, l'università di Yale e la storia dei reperti trafugati di Machu Picchu

Tutti conoscono Hiram Bingham come l'uomo che prima di ogni altro è entrato a Machu Picchu. Non tutti però credono che sia stato davvero lui il primo a calpestare il sacro suolo della leggendaria città inca: l'agricoltore peruviano Agustín Lizárraga, infatti, avrebbe lasciato una traccia del suo passaggio alcuni anni prima...

Foto del sito di Machu Picchu nei primi anni del 900
Machu Picchu subito dopo la sua scoperta

Cosa successo davvero a Machu Picchu?

Hiram Bingham, in verità, non aveva mai messo nel suo mirino la Laqta di Machu Picchu, ma oramai da tempo era sulle tracce della mitica Cittadela di Vilcabamba (ancora non individuata con certezza nemmeno dagli archeologi moderni).

Con questo chiodo fisso oramai divenuto la sua ossessione, il giorno lunedì 24 luglio, convinto di aver finalmente raggiunto la sua meta, entrò nel complesso della cittadella sacra avvolto dalla nebbia e da una fine pioggerella tropicale...., avvertendo subito l'importanza e la grandiosità della sua scoperta!


L'archeologo statunitense capì di trovarsi al cospetto di una città con un'architettura e un'ingegneria spettacolari, inimmaginabili, e finora del tutto ignota al resto del mondo. Nel suo libro di memorie, infatti, Bingham scrisse:

«D'un tratto mi fermai davanti alle mura di una rovina e a case costruite secondo le più alte vette dell'arte inca. Le pareti erano difficili da vedere, perché gli alberi e il muschio ne avevano coperto le pietre da secoli. Ma all'ombra del bambù, scavalcando gli arbusti, si potevano vedere muri in blocchi di granito bianco, tagliato con altissima precisione. Trovai splendidi templi, palazzi reali, una grande piazza e migliaia di case. Mi sembrava di star sognando».

BIngham documentò tutto scattando avidamente foto con la sua inseparabile Kodak A3, con la quale aveva gia documentato le vestigia della splendida Thiahuanaco, e proprio lui, mentre si aggirava sbigottito e curioso fra le viuzze, le piazze e i viali della cittadella Incaica che ormai era svelata in ogni suo splendore... potà intravedere su una delle pareti dell'edificio oggi noto come "Tempio delle tre finestre" un'iscrizione a carbone vegetale che riportava "Lizárraga" e un anno: 1902. Era la prova che molto prima di lui altre persone avevano vistato questo luogo!

A Machu Picchu Bingham scoprì un'iscrizione con un nome, Lizárraga, e una data, 1902

Ma le controversie legate alla figura di Bingham ed alla sua relazione con la Cittadella di Machu Picchu non si limitano alla "effettività" del suo essere "il primo e vero scopritore" del sito archollogico oggi fra i più famosi al mondo....Bingham infatti ricevette feroci critiche anche per aver sottratto illegalmente 46.332 reperti archeologici successivamente portati allin maniera clandestina all'Università di Yale.

Un immenso patrimonio culturale, st orico e archoelogico completamente scomparso, rubato al popolo che aveva il diritto di ammirarlo e detenerlo!

Sino al 2022, solo trecento pezzi fra quelli trafugati erano stati restituiti; tutto il tesoro depredato era infatti rimasto nei grandi musei europei come il British Museum, il Museo del Louvre o presso altre ricchissime collezioni private.


Nell'anno 2010, finalmente, grazie a un accordo raggiunto a seguito di una prolungata e accesa disputa, l’ultimo lotto di reperti (oltre 35.000 frammenti in ceramica contenuti in 127 casse) si aggiunse a quelli rimpatriati alcuni anni prima.


Il periodo di seprazione fra il Perù ed il suo tesoro più prezioso non è stato breve....e i reperti sono tornati in patria dopo più di un un secolo a bordo di un hercules della forza aerea peruviana atterrato a Cuzco, capitale dell’omonima regione centro-meridionale del paese.

 

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