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I Chimu e la città di Chan Chan

Aggiornamento: 30 nov 2022

La cultura Chimu o Chimor, è una cultura preincaica che si sviluppò nella costa nord del Peru, nel periodo fra la decadenza dell’impero Huari e l’anno 1000-1200 d.c.

I Chimu occuparono i territorio precedentemente abitati dagli appartenenti alla Cultura Mochica, ed arrivarono sino ad espandere il proprio dominio, nel periodo di maggior splendore, in un’ampia zona del nord del Peru, dalla regione di Tumbes sino alla Valle del Huarmey, sino ad arrivare nei luoghi dove oggi sorge la città di Trujillo, nel dipartimento de La Libertad.


I Chimu oggi vengono ricordati e celebrati soprattutto per la costruzione della più grande cittadella di fango del Mondo, la stupenda città di CHAN CHAN, i cui resti oggi ricoprono un’area archeologica di circa 20km quadrati, nei quali si apprezza la grandiosa capacità dei Chimu per l’arte tessile, per l’architettura, per la tecnica di oreficeria, la loro capacità di intagliare il legno e per le loro capacità artistiche in generale.

E’ oramai diffusa la convinzione fra gli scienziati sul fatto che molto probabilmente i Chimu, come anche altre civiltà che abitarono questa zona del Peru, fossero più esperti di astronomia e meteorologia rispetto a quanto noi stessi lo siamo stati sino a tutto 20° secolo.

Oltre alla costruzione della Cittadella si Chan Chan, i Chimu sono ricordati per altre opere di grande ingegno urbanistico come la “muraglia chimú”, e “la fortaleza de Paramonga”

I Chimu appaiono circa nell’anno ‘900 e si contano, secondo i recenti studi, 10 governanti per questo Regno, ma solo 10 di questi sono conosciuti con il nome di: Tacaynamo, Guacricur, Naucempinco y Minchancaman.

Cosi come accadeva in tante latre civiltà Preincaiche, i governanti Chimu erano considerati, trattati e vivevano a tutti gli effetti come degli Dei, contornati da classi sociali nobili, sacerdoti per lo più provenienti da uno stato imperiale precedentemente conquistato, quello SiCàn di Lambayeque.

Conquista dei Chimu da parte degli Incas

Nello sviluppo di questa cultura si possono distinguere e riconoscere due tappe principali: durante la prima, fra il 900 ed il 1300 d.c., i Chimu erano solamente un gruppo non molto ampio, localizzato nella zona dell’antica Valle dei Moche e in alcune zone circostanti. Nella seconda tappa della loro evoluzione - dal 1100 al 1270 d.c. - i Moche riuscirono invece a conquistare un grande territorio, e la loro civiltà si caratterizzava per essere un regno in continua espansione.

Molti storici sostengono che già a metà del secolo IX gli Incas, la popolazione che di seguito unificò tutto il Peru attraverso l’Impero, il Tahuantinsuyo, avessero già invaso gran parte del territorio Chimu, e che riuscirono a sottomettere anche questa civiltà divenendo, come il altre zone, i signori incontrastati della regione sino ad allora occupata dai Moche prima e dai Chimu, poi.

Organizzazione sociale

Con tutta probabilità il fondatore del Regno Chimu du Tacaynamo. I Chimu formarono uno stato dal carattere espansionista,, centralizzato, con chiare divisioni di classe, incarichi amministrativi ben definiti, e una burocrazia piuttosto complessa; Il potere incontrastato era detenuto dal Signore, chiamato “Cie Quich” attorniato dagli “alaec”, vi era poi un gruppo di una certa rilevanza e prestigio sociale, chiamato “fixxla” e infine, al gradino più basso si trovavano i campesinos, gli artigiani, ed i servi.

Organizzazione Politico Economica

Il sistema economico e sociale funzionava attraverso una rete di centri urbani e rurali che avevano il compito di raccogliere e inviare tutti i tributi ottenuti dai territori occupati ed alla capitale verso la Capitale Chan Chan da dovesi organizzavano tutti gli aspetti della produzione, organizzazione, stivaggio, e distribuzione dei principali beni di consumo.

La gran parte della popolazione si dedicava alla pesca, all’agricoltura, a lavori di carattere artigianale e al commercio.

Furono proprio i Chimu ad introdurre la pesca con la famosa tecnica dei “caballitos de totora” (oggi anche attrazione turistica della zona di trujillo e del centro balneare di Huanchaco). Erano inoltre praticate anche la caccia e altre arti venatorie.

Industria

Per quanto riguarda l’arte tessile i Chimu furono eccellenti nella lavorazione del cotone e della lana dei camelidi sudamericani come i llama, l’alpaca e la vigogna. Il “filato” Chimu era realizzato con tele semplici, gasas, brocados, bordados, telas dobles, e telas pintadas.

In alcuni casi si sono ritrovati reperti tessili adornati con piume e placche d’oro o d’argento. I colori per adornare le tele venivano ottenuti da piante contenenti tannino, da minerali e dall’argilla o da animali, come la cochinilla. Bellissimi sono i filati realizzati dai Chimu con il cotone nativo peruano, anche detto “algodón nativo” che cresce in questa zona in maniera spontanea ed in sette colori differenti.

Ceramica

Probabilmente i Chimu sono conosciuti maggiormente per la loro arte nel campo della ceramica.

In particolare, le ceramiche Chimu assolsero a due funzioni: le funzioni utilitarie e quelle cerimoniali. Le prime erano realizzate senza grande attenzione per i dettagli e per la “finezza”, mentre le seconde, specialmente quelle dedicate a funzioni di carattere funerario sono di grande raffinatezza e rappresentano una delle meraviglie dell’artigianato archeologico del Peru.

Le principali caratteristiche del vasellame Chimu sono il rilievo di una piccola scultura sul pezzo, e l’unione di questa con il manico, la colorazione generalmente sul “nero metallico”. Caratteristico era anche l’aspetto “lucido” si otteneva inumidendo la ceramica che dopo essere stata pulita, veniva cosi cotta. Durante alcuni scavi sono stati rinvenuti pezzi di ceramica con colori chiari.

Famosissime sono le ceramiche erotiche dei moche.

Divinità e Religinoe

Il culto principale era indubbiamente dedicato alla luna, considerata la più poderosa fra le manifestazioni della natura perché riusciva ad illuminare la notte, perché esercitava una grande influenza sulla crescita delle sulle piante e per la sua utilità come marcatore del tempo.

Inoltre, i Chimu capirono l’effetto della luna sulle maree e sulle tempeste, e consideravano la Luna come una “visitatrice” proveniente da un altro mondo e come la castigatrice dei ladri e dei banditi. Il tempio principale dedicato al suo culto veniva chiamato Si-An (Casa della Luna), e li si realizzavano numerosi riti la prima notte di luna nuova.

L'Architettura

L’architettura utilizzata da i Chimu ha fato intendere che i governanti di questa cultura vissero in palazzi sontuosi e monumentali, mentre il popolo risiedeva in abitazioni umili e spesso piccole, fuori dai recinti colossali che cingevano i palazzi dei signori. Le decorazioni dei palazzo erano a base di fregi in bassorilievo pitturati con colori naturali e spesso con i richiami di elementi silvestri e marini, comunque naturali, figure zoomorfe come pesci, uccelli, ma si incontrano spesso, anzi quasi ovunque, figure geometriche cosi come nella Huaca Pintada, nella Huaca Dragon e nella Fortaleza di Paramonga .

Sacrifichi Umani

All’interno di uno dei siti più importanti della cultura Chimu, la Huaca della Luna, le tombe 6 e 7 sicuramente appartenevano a degli adolescenti di non più di 13 o 14 anni. La tomba n° 9 invece era di un bambino. Per questi dettagli molti credono che la cultura Chimu praticava sacrifici umani per placare la furia degli dei e delle manifestazioni della natura

Probabilmente i Chimu offrivano alla Luna sacrifici di bambini minori di 5 anni: i loro corpi venivano avvolti in mantelli di cotone nativo colorato, poi venivano sotterrati presso le grandi spianate dei templi in tombe nelle quali venivano collocate frutta e altre offerte.


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